Siracusa, la bellezza ha un prezzo (che i suoi cittadini non possono più pagare)
La città aretusea scala le classifiche nazionali, ma non per primati di cui gioire: è ufficialmente una delle città più care d'Italia. Mentre la sua immagine brilla per i turisti, la vita quotidiana dei siracusani è diventata una corsa a ostacoli contro un'inflazione galoppante e un mercato immobiliare fuori controllo.
C’è un prezzo che a Siracusa non smette mai di salire: quello della vita. Non parliamo di lusso, ma della spesa al supermercato, del pieno di benzina, del caffè al bar. Beni essenziali che, scontrino dopo scontrino, erodono stipendi rimasti tragicamente immobili. Prima del Covid, un pacco di pasta al discount costava 0,69 euro. Oggi, lo stesso prodotto sfiora e talvolta supera l'euro. Un aumento apparentemente piccolo, ma che si somma a quello del pane, del latte, della frutta, trasformando il carrello della spesa in un lusso per troppi.
Questa percezione amara è ora certificata dai dati. Secondo le recenti analisi dell'Unione Nazionale Consumatori, Siracusa si è guadagnata un posto sul podio delle città più care d'Italia. Con un tasso di inflazione tra i più alti del Paese, l'impatto diretto sui bilanci familiari si traduce in una stangata che supera i 600 euro annui in più per famiglia. Un fardello pesantissimo in un contesto economico fragile.
La doppia faccia della medaglia: vetrina per turisti, incubo per residenti
Agli occhi del visitatore, Siracusa è una cartolina perfetta. Ortigia vibra di locali affollati, eventi culturali riempiono le piazze e le spiagge offrono scenari da sogno. Un paradiso mediterraneo tirato a lucido, perfettamente a misura di turista.
Ma dietro questa facciata scintillante, i siracusani combattono una battaglia silenziosa. La stessa spinta turistica che arricchisce l'immagine della città sta, infatti, soffocando i suoi abitanti. Il mercato degli affitti a lungo termine è letteralmente imploso. Attratti da guadagni più facili e veloci, i proprietari di immobili hanno convertito in massa le case in B&B e alloggi turistici. Una ricerca dell'osservatorio SoloAffitti ha rivelato un dato allarmante: Siracusa è l'unica città, su 103 analizzate in Italia, in cui il numero di immobili destinati agli affitti brevi supera quello dei contratti di locazione residenziale registrati.
Trovare una casa per viverci tutto l'anno è diventata un'impresa quasi impossibile. Le poche opzioni disponibili hanno prezzi proibitivi, spingendo famiglie, giovani coppie e lavoratori fuori dal tessuto urbano, verso periferie sempre più distanti. I giovani, in particolare, vedono svanire la possibilità di costruire un futuro autonomo nella propria città.
Il paradosso dello stipendio siracusano Il quadro si aggrava se si analizza il divario tra costo della vita e redditi. Sebbene la provincia di Siracusa registri la retribuzione media annua più alta della Sicilia (circa 17.600 euro), questo primato regionale si scontra con una realtà nazionale impietosa: la città si classifica solo al 72° posto in Italia per stipendi. Essere i "più ricchi" in una delle regioni con i redditi più bassi d'Italia non è più sufficiente a sostenere i costi di una delle città più care della nazione. Il potere d'acquisto è ai minimi storici e ogni mese, per migliaia di famiglie, il conto semplicemente non torna.
Rassegnazione: il pericolo più grande
Il rischio più concreto, oggi, è l'assuefazione. Abituarsi all'idea che un pacco di pasta costi più di un euro, che un affitto possa superare un intero stipendio, che per vivere nella propria città si debba essere pendolari. È questa rassegnazione silenziosa il terreno fertile su cui una comunità perde la sua identità, trasformandosi in un palcoscenico a uso e consumo esclusivo di chi è solo di passaggio.
Siracusa rischia di diventare una città a due velocità: quella, insostenibile, del turista che si gode cene sul lungomare e alloggi da sogno, e quella, arrancante, del cittadino che osserva da lontano, con il portafoglio sempre più vuoto.
Per invertire la rotta è necessario e urgente un intervento deciso:
- Politiche salariali che adeguino le retribuzioni al costo reale e certificato della vita.
- Regolamentazione degli affitti brevi per frenare la speculazione e restituire immobili al mercato residenziale.
- Misure di controllo sui rincari dei beni di prima necessità per tutelare il potere d'acquisto.
Perché la vera bellezza di una città non si misura dal numero di like su Instagram, ma dalla dignità e dalla qualità della vita di chi la abita ogni giorno dell'anno.
Uno strumento gratuito per resistere: la risposta di Apprezzoo
In questo scenario difficile, l'attesa di soluzioni dall'alto non può essere l'unica risposta. È fondamentale agire subito, con gli strumenti a nostra disposizione. Proprio per questo, noi di Apprezzoo lavoriamo per aiutare i cittadini a ottimizzare ogni euro speso.
Consapevoli delle difficoltà quotidiane, abbiamo realizzato un'app pensata per combattere i rincari dal basso. La nostra applicazione nasce con un obiettivo chiaro: semplificare il confronto dei prezzi e dare un ampio e potente strumento di comparazione per i siracusani. Invece di subire passivamente gli aumenti, ogni cittadino può usare la tecnologia per trovare l'offerta migliore, risparmiare sulla spesa e far valere il proprio potere d'acquisto. È il nostro contributo concreto per restituire un po' di ossigeno ai bilanci familiari e affrontare, insieme, la sfida del caro vita.





